Perché due laureandi in Informatica hanno scelto un’agenzia assicurativa
Come è cominciata
Quando uno studente di Informatica cerca un tirocinio, di solito guarda a una software house, a una startup o a un system integrator, ed è comprensibile che sia così. Aaron Gingillino e Dennis Parolin, laureandi in Scienze Informatiche all’Università di Padova, hanno scelto invece di venire da noi, e per Assix è stata la prima esperienza di stage in ambito informatico.
Ci siamo conosciuti all’evento sui tirocini formativi al Palazzo della Ragione di Padova, dove eravamo andati proprio per raccontare che anche in un’agenzia assicurativa c’è spazio per chi lavora con il software. A giugno sono arrivati in azienda e il percorso si è concluso in queste settimane.
Visto che era la prima volta anche per noi, ci sembra giusto raccontare come è andata.
Il primo compito non è stato costruire, ma capire
La consulenza assicurativa e finanziaria, oggi, si appoggia sul software, e nel nostro caso su una piattaforma che abbiamo sviluppato e che usiamo per far lavorare i consulenti su tutto il territorio.
Ogni sistema che cresce, però, si porta dietro la stessa cosa: i moduli si aggiungono, gli stati si moltiplicano, le dipendenze si intrecciano, e a un certo punto la mappa completa non è più nella testa di nessuno. Succede a chiunque costruisca software per davvero, quindi la questione non era ammetterlo, ma decidere di farci qualcosa.
Per questo motivo il primo compito che abbiamo affidato ad Aaron e Dennis non è stato scrivere codice, ma mappare i flussi applicativi, gli eventi, le transizioni operative e le dipendenze tra i moduli, e trasformare tutto questo in documentazione tecnica strutturata. In pratica abbiamo chiesto a due persone appena arrivate di guardarci dentro e di restituirci un’immagine di come funzioniamo. Non è il compito più comodo da assegnare, ma è quello che rende sensato il secondo.
Il cruscotto
Sulla base di quella mappa, Aaron e Dennis hanno realizzato un cruscotto per la visualizzazione in tempo reale degli eventi, degli indicatori essenziali e dei flussi operativi. Un ambito circoscritto e un prototipo funzionante, che poi è il modo corretto di innovare senza mettere le mani su ciò che già gira.
Il cruscotto è integrato nella nostra applicazione e i consulenti lo troveranno a settembre, insieme agli altri aggiornamenti di inizio anno. Non si tratta quindi di una demo destinata a restare in una cartella, ma di uno strumento che entra a far parte del lavoro quotidiano.
Perché serve, in concreto
Il valore di uno strumento del genere non sta nella tecnologia in sé, ma in quello che la tecnologia toglie di mezzo.
Un consulente che ha davanti in modo chiaro lo stato dei processi che lo riguardano smette di fare la cosa più inutile del suo mestiere, cioè cercare informazioni. Quel tempo torna dove serve davvero, sull’analisi del rischio, sulla conversazione con il cliente e sulle decisioni prese insieme a lui con cognizione di causa.
È questo il punto in cui un cruscotto e una polizza si toccano, e sembra un collegamento lontano soltanto finché non lo si guarda da vicino.
Cosa ci lascia questa esperienza
Di tirocini ne fanno tante aziende, e la differenza non sta nel farli, ma in quello che si mette in mano a chi arriva.
Ad Aaron e Dennis abbiamo dato un problema che ci riguardava sul serio, accettando anche il rischio che ne uscisse una risposta scomoda. Alla fine è il solo modo in cui uno stage produce qualcosa per entrambe le parti: lo studente porta a casa un lavoro vero da raccontare, e l’azienda si fa guardare da occhi che non si sono ancora abituati alle sue consuetudini.
Assix si racconta come una realtà costruita su persone, metodo e tecnologia. Sono parole che stanno bene ovunque, e proprio per questo ci interessa che ogni tanto diventino qualcosa di verificabile.
A settembre Aaron e Dennis discuteranno la tesi di laurea e, nello stesso mese, il cruscotto che hanno costruito arriverà sulle scrivanie dei nostri consulenti.
Ci fa piacere che le due cose succedano insieme. In bocca al lupo a entrambi da parte di tutta Assix, e grazie all’Università di Padova per l’incontro da cui è partito tutto.